Le 4 Piste della Strage di Bologna

1)

LA PISTA LIBICA

Indicata da Giovanni Spadolini il 4. Agosto 1980 in parlamento.

Esecutori:

Agenti Libici insieme con il Gruppo Separat di Carlos.

Mandanti:

Il Governo Libico

Moventi:

Vendetta di Gheddafi per un trattato di assistenza politico militare con Malta firmato da Giuseppe Zamberletti il giorno della strage (2. Agosto 1980)

Indizi:

  • Thomas Kram, numero 3 del Gruppo Carlos-Weinrich (Separat), che proprio in quel periodo (79 – 83) lavorava per Gheddafi, era a Bologna il giorno della strage.
  • Due ex-agenti della CIA Frank Terpil e Ed Wilson avevano venduto del C4 (usato anche a Bologna) a Gheddafi nel 77.
  • Matrice del terrorismo libico dei prossimi anni (bombe sul TGV in Francia nel 1983, bomba nella Discotheca „La Belle“ in Germania nel 1986, Lockerbie nel 1988,…)

La Pista Libica non fu mai indagata, perche lostesso giorno Cossiga dichiarò la „matrice fascista“ in parlamento.

2)

LA PISTA FASCISTA INTERNAZIONALE

Indicata da Francesco Cossiga il 4. Agosto 1980 in parlamento.

Esecutori:

Terroristi dell´estrema destra italiani, francesi e tedeschi comandati da Stefano Delle Chiaie, che avevano combattuto anche nelle Falangi Libanesi (solo in questo senso una pista „internazionale mediorentale“) insieme ai giovani terroristi neri dei NAR.

Mandanti:

Licio Gelli, „Gran Maestro“ della P2

Moventi:

„Strategia della Tensione“

Indizi:

  • il 13 gennaio ’81 viene trovata una valigetta sull’espresso Taranto-Milano piena di esplosivo dello stesso tipo adoperato a Bologna, ma contenente anche un mitra, un fucile, biglietti aerei con i nomi di un terrorista francese e uno tedesco – legati a Stefano delle Chiaie.
  • Testimonianza di Elio Ciolini, che raccontò alla Magistratura che la strage di Bologna era stata decisa da Gelli ed affidata agli uomini di Delle Chiaie.

Quando venne fuori, che questi „inpistaggi“ erano „depistaggi“ del SISMI („ristrutturato“ da Andreotti nel 1977), non fu riguardata la prima pista libica, che per colpa dei depistaggi non era piu stata indagata. Invece siccome il generale del SISMI Santovito e i due ufficiali Musumeci e Bellmonte erano ufficialmente  membri della P2 di Licio Gelli, i depistaggi secondo i magistrati di Bologna, dovevano essere opera di Gelli (anche se i depistaggi avrebbono incriminato proprio Gelli) che avrebbe voluto coprire la vera (terza) pista fascista:

3)

LA PISTA FASCISTA NAZIONALE

Indicata da Libero Mancuso

Esecutori:

Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini (NAR)

Mandanti:

Moventi:

anche senza mandanti sempre la „Strategia della Tensione“

solo che un attentato per movente „Strategia della Tensione“ senza mandanti resta appeso nell vuoto.

Indizi:

  • Testimonianza di Massimo Sparti

Una sentenza basata solo sulla testimonianza di Massimo Sparti lasciò parecchi dubbi. Quando grazie alla Commisione Mitrokhin venne fuori, che il terrorista tedesco Thomas Kram legato a Carlos era a Bologna il giorno della strage, una rivalutazione del caso fu inevitabile.

Thomas Kram alias "Lothar"

L´esperto di esplosivi Thomas Kram alias „Lothar“ fu il numero 3 (dietro a Johannes Weinrich alias „Steve“) della sezione europea del Gruppo di Carlos. Carlos in quel periodo lavorava per Gheddafi.

Finalmente dopo 30 anni la magistratura sta indagando contro Kram, ma invece di collegare questi nuovi fatti con la prima pista libica, Cossiga con le sue nuove rivelazioni sul „Lodo Moro“ ha portato in gioco una pista completamente nuova. 

4)

 LA PISTA PALESTINESE

Indicata da Franceso Cossiga nel 2005 e ripetuta in una Intervista al Corriere della Sera nel 2008.

Esecutori:

PFLP („Resistenza Palestinese“ in Parole di Cossiga) insieme a Thomas Kram.

Mandanti:

Moventi:

Violazione del Lodo Moro con l´arresto die Abu Anzeh Saleh per il trasporto di un missile.

Indizi:

  • Presenza a Bologna di Thomas Kram, che era un uomo delle Revolutionäre Zellen, che collaboravano con Carlos, la PFLP e le Brigate Rosse
  • Esistenza del Lodo Moro, che permetteva a attivisti Palestinesi di usare il territorio italiano.

Carlos aveva avuto strette relazioni con la PFLP negli anni 70, ma dopo la morte di Wadi Haddad le relazioni si erano raffredate e Carlos dal 79 aveva iniziato a lavorare „per conto suo“ – e fu Gheddafi che in quel periodo (79-83) dava lavoro all´impreditore privato dell terrorismo.

Anche se c´era un accordo segreto chiamato „Lodo Moro“ che permetteva ai palestinesi di usare il territorio italiano, un arresto per il trasporto di un missile non significava una violazione dell accordo da parte degli italiani (è chiaro che un accordo segreto non poteva garantire impunità dopo atti criminali come il trasporto di un missile)

È quasi impensabile che quell arresto poteva essere stato il motivo per commettere una strage (che non aiutava per niente il loro uomo arrestato)

E se Moro era veramente stato il „uomo dei palestinesi“ come Cossiga dice, perchè i Brigadisti legati strettamente alla PFLP (Abu Anzeh Saleh era proprio stato arrestato insieme a 3 brigadisti) avevano sequestrato e ucciso proprio Moro?

Il smascheramento del „Lodo Moro“ non averebbe significato un grande scandalo per la politica italiana.

Attivisti palestinesi potevano muoversi liberamente in quasi tutti paesi occidentali.

Che il SISMI di Andreotti abbia commesso depistaggi per coprire una strage commessa dai palestinesi solo per proteggere un accordo come sicuramente esisteva anche in altri paesi mi sembra assurdo.

Che cosa poteva invece essere stato un motivo per ordinare a Santovito di organizzare i depistaggi?

Dopo il fallimento della Supertangente Eni-Petromin magari c´era la possibilita di costruire un altra Supertangente – che poteva finanziere il sistema Cossiga-Andreotti per altri 10 anni – con il petrolio del piu grande terrorista prima di Osama bin Laden.

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7 Antworten to “Le 4 Piste della Strage di Bologna”

  1. ALESSANDRO BALDAZZI Says:

    Dopo 30 anni dalla strage di Bologna , non abbiamo ancora nessuna certezza sia dei mandanti che degli esecutori materiali . Solo con l’abolizione del segreto di stato sulle stragi sarà possibile scrivere finalmente la verità e fare giustizia per le 85 vittime innocenti che quel sabato di Agosto si trovavano alla stazione centrale di Bologna.

  2. chiara Says:

    Mettere solo la testimonianza di Massimo Sparti riguardo alla pista nazionale è a dir poco riduttivo, anche perchè, a tacer d’altro, quell'“indizio“ è stato del tutto ignorato dai giudici che comunque sono giunti alla condanna definitiva di Luigi Ciavardini per la strage del 2 agoto 1980.

  3. aron2201sperber Says:

    Colombo aveva pure intervistato Abu Saleh e Piffano:

    http://sotterranei.altervista.org/bologna.htm

    Piffano non è molto sicuro della colpa dei NAR, ma è preoccupato che le indagini possano deneggiare il il „giudizio storico complessivo“ (proprio come l’Associazione dei Familiari delle Vittime):

    http://www.stragi.it/documenti/attentatoverita.htm

    per Abu Saleh (come per Carlos) tutto un „complotto sionista“

  4. aron2201sperber Says:

    per il TG1 la „prima pista“ va finire come ultima:

    http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-e8f056c2-f619-44d1-a22c-86bab1ddc5b2.html

  5. aron2201sperber Says:

    qualcuno sembra di essere stato un po inspirato dal mio articolo:

    http://www.giornalisticamente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=802:strage-di-bologna-lo-zelo-sospetto-di-cossiga-e-la-pista-libica&catid=37:cronaca&Itemid=55

    😉

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