Mafia bekennt sich zur Verbrechensbekämpfung

Mafia, Camorra und ’Ndrangheta kündigen an, gemeinsam die organisierte Kriminalität bekämpfen zu wollen, um der Polizei zu zeigen, dass es auch ohne sie gehe.

Ein schlechter Scherz?

Die Realität ist noch wesentlich grotesker:

Die Präsidenten von Iran, Afghanistan und Pakistan zelebrieren demonstrativ ihre Freundschaft. Bei einem zweitägigen Gipfeltreffen geht es um den Kampf gegen den Terror, Gespräche mit den Taliban – und vor allem darum, den USA zu zeigen: Wir können auch ohne euch.

http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,815657,00.html

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6 Antworten to “Mafia bekennt sich zur Verbrechensbekämpfung”

  1. Karl Says:

    Klar, dass die Mafia auch gut „ohne Polizei kann“

  2. Guerrero Says:

    Klar, dass der Iran gut Terroristen umbringen kann, die inhaftierten Kurden sind ja bekanntlich PKK-Terroristen. ^^

  3. arprin Says:

    Gute Nachrichten aus Italien:

    http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,814876,00.html

  4. aron2201sperber Says:

    die italienische Intelligezija hat sich leider wie im übrigen Europa schon längst in den Zeitungen des Klassenfeinds und natürlich im öffentlichen Rundfunk eingerichtet, und wird den Verlust des Manifesto daher gut wegstecken.

    https://aron2201sperber.wordpress.com/2011/10/16/warum-die-italiener-berklusconi-wahlten/

    es war übrigens diese Zeitung, die durch ein Gefälligkeitsinterview dazu beigetragen hatte, den deutschen Carlos-Terroristen Thomas Kram zunächst noch einmal reinzuwaschen:

    https://aron2201sperber.wordpress.com/2011/08/20/neue-ermittlungen-gegen-thomas-kram/

    „Warum ich nicht die Bombe gelegt haben konnte“

    (da Il Manifesto – 1 agosto 2007)Strage di Bologna. L’ultimo depistaggio
    “Ecco perché non posso aver messo io la bomba”
    La parola a Thomas Kram, indagato in Germania per le “Cellule rivoluzionarie”, sospettato dalla commissione Mitrokhin perché era Bologna il 2 agosto 1980
    Guido AmbrosinoBerlino
    “Devo deludere i segugi della commissione Mitrokhin, che mi sospettano di aver messo, per conto dei palestinesi, la bomba alla stazione. Ero a Bologna, ma questo è tutto. Quando mi diressi verso la stazione per prendere un treno per Firenze, il piazzale era già invaso dai mezzi di soccorso. Ricordo lo sgomento della gente, l’urlo delle sirene”. È Thomas Kram a parlare, per la prima volta con un giornalista da quando, nel dicembre 2006, si è consegnato alla magistratura tedesca.
    Si era sottratto all’arresto per 19 anni. Lo cercavano dal 1987 per partecipazione alle Revolutionäre Zellen (Rz), che praticarono negli anni ’70 e ’80 una guerriglia fatta di sabotaggi e danneggiamenti incruenti, con tre sciagurate eccezioni: tre uomini colpiti alle gambe. Uno di loro, Karry, ministro dell’economia in Assia, morì dissanguato. Prescritto il primo mandato di cattura, nel 2000 ne arrivò un secondo, per un ruolo “dirigente” nelle Rz, senza addebiti specifici.
    Kram è a Berlino, in libertà provvisoria. A luglio la procura federale ha chiesto il rinvio a giudizio. Un “testimone della corona”, che ammette di non conoscerlo, ne avrebbe sentito parlare come autore di documenti politici delle Rz. Kram, in attesa del processo, non si pronuncia sulla sua appartenenza alle Cellule rivoluzionarie. Vuole però dire la sua su Bologna.
    Il polverone Mitrokhin
    “Ho scoperto su internet che la bomba potrei averla messa io. Un’assurdità, sostenuta addirittura da una commissione d’inchiesta del parlamento italiano, o meglio dalla sua maggioranza di centrodestra, nel dicembre 2004. Deputati di An, e altri critici delle sentenze che hanno condannato per quella strage i neofascisti Fioravanti e Mambro, rimproverano agli inquirenti di non aver indagato sulla mia presenza a Bologna”. Per Kram è una polemica pretestuosa: “Non sono io il mistero da svelare. Non lo credono nemmeno i commissari di minoranza della Mitrokhin. Viaggiavo con documenti autentici. La polizia italiana mi controllava. Sapeva in che albergo avevo dormito a Bologna. Il giorno prima mi aveva fermato a Chiasso. Come corriere per una bomba non ero proprio adatto”.

  5. aron2201sperber Says:

    Thomas Kram muss jetzt wie Berlusconi auf die Langsamkeit der italienischen Justiz hoffen:

    http://derstandard.at/1328507527253/Berlusconi-Anwaelte-bauen-auf-Faktor-Zeit

  6. Mörder spielen sich als Rächer auf « Aron Sperber Says:

    […] https://aron2201sperber.wordpress.com/2012/02/16/mafia-will-das-verbrechen-bekampfen/ […]

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